24/04/2009
Sono un centinaio gli ex voto conservati nella chiesa di San Francesco di Paola di Lugo: dipinti di piccole dimensioni donati alla chiesa, in segno di riconoscenza, da chi aveva ricevuto una grazia.
Su queste tavolette viene in genere rappresentata attraverso un’immagine la grazia ricevuta, accompagnata dalla scritta "Pgr" una sigla che vuol dire proprio "Per Grazia Ricevuta": si tratta di importanti documenti storici, ma soprattutto sono la testimonianza di una grande fede popolare.
"Per grazia ricevuta" è anche il titolo dell’iniziativa con cui la parrocchia di San Francesco punta a far conoscere questo patrimonio: lunedì 27 aprile alle 21, al Teatro San Rocco di Lugo, sarà suor Maria Gloria Riva a illustrare con gli occhi della fede gli ex voto che verranno presentati attraverso una proiezione.
"Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo… E così condussero a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie ed egli li guariva" (Mt 4,23).
Quanto il Signore operava in Galilea circa duemila anni fa lo continua sempre nella storia, perché egli è sempre presente, vivo e reale, e questo il cristiano lo sa, e questa consapevolezza gli dà coraggio e fiducia per rivolgersi a lui quando si trova in pericolo o quando ci si trova uno dei suoi familiari.
Normalmente la richiesta della grazia viene fatta attraverso intercessori, che si conoscono come particolarmente graditi a Dio per la santità con cui hanno vissuto la loro esperienza storica, il loro cammino nel tempo: sono la vergine Maria, madre del Verbo incarnato e madre nostra, e i Santi.
Ed è significativo questo rivolgersi ad intermediari che vivono ormai nella realtà eterna di Dio, per ottenere una grazia: dimostra come il fedele cristiano senta la sua piccolezza, la sua quasi insignificanza, così espressa dal salmista: «Solo un soffio è ogni uomo che vive, come ombra è l’uomo che passa; solo un soffio che si agita, accumula ricchezza e non sa chi le raccolga» (Salmo 38).
Chi commissiona un ex voto non desidera solo ringraziare Dio e la Vergine Maria o il Santo, invocati come intercessori, ma sente anche la necessità di partecipare la gioia sua e della sua famiglia agli altri fedeli, alla grande famiglia che è la Chiesa, di rendere testimonianza della bontà di Dio, facendo conoscere il segno, la grazia, che l’ha beneficato, nonostante la sua indegnità.
L’ex voto è quindi testimonianza di fede, ma soprattutto che Dio è veramente il Signore della storia, presente con ricchezza di amore e potenza nella vita di ogni uomo, pronto a cambiare le leggi della natura se quanto si chiede è veramente un bene in una visione della vita aperta all’eternità.
Don Carlo Sartoni
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